Ai Qualunquisti.

A Voi, che mi guardate con fare stupito mentre barcollo per quella prigione vestito di coglione, voglio dirvi due parole. Voglio dire queste parole anche a tutti i miei 515 elettori, alle ragazzine che incontro quotidianamente sulle scale, ai ragazzi che, alcuni per simpatia altri con la presunzione di deridere, mi scambiano variopinte battute ogni giorno: Il Mondo muore; La scuola è prigione; Il genitore figlio; L’insegnate allievo; Il compagno nemico. Badate qui bene cari lettori che queste sono le solite frasi banali ed io altra non sono che la solita banale persona che salita finalmente sul palco si prepara a fare il suo pomposo sermone, ma se non vi dispiace, già che ci siete e li rimanete, ascoltate anche me. Sotto i vostri occhi vengono ormai tagliate quelle basi che sono i pilastri di una persona, vi vengono tagliate le fondamenta della vostra vita e voi, da bravi ragazzi che siete, nulla fate, niente gridate. Senza la coscienza di uno stato un uomo cos’è? Cos’è se non conosce gli ideali per i quali i propri avi hanno combattuto? Cos’è se non riesce, non solo a preservare, ma neppure ad utilizzare i doni, quei diritti, che con viso tanto pacato e drogato ci vediamo passare davanti diretti verso la tirannide? Non vi insegnano a rispettarvi. Non vi insegnano neanche a rispettarli e questo lo fanno per avere il pretesto per criticarvi. Ci schiavizzano prima ancora di nascere. Vi battezzano appena siete nati. Vi insegnano che anche se al mondo si muore, se al mondo si soffre, se i sogni che vi offrono sono prestampati, se gli ideali sono di seconda mano, vi insegnano che la lotteria della vita può sempre aiutarvi e perciò, state quieti e attendete, la fortuna magari viene, giocate al picchetto, una bella schedina, far soldi e campare è facile. I soldi li fa il furbo e non chi se li merita. Professore, che magari distrattamente ti capita sotto i tuoi occhi stancati dalla presbiopia questa infantile lettera, ti hanno insegnato che un macellaio vale più di te. Ti ricordano ogni giorno che chiunque la fuori vale più di te. Insegnate, che fai, gli credi? E cos’è di quei sogni? Perché sei la dietro? Cosa doni tu ad una generazione stanca, veramente senza nome, viva nel nome ma mai nata di fatto? Non abbiamo bisogno d’un Professore, vogliamo un mentore, vogliamo un Socrate. Voi che potete, che sapete, oh professori, invochiamo l’aiuto. Se in cambio non avete denaro avrete però quel magico rapporto che nasce solo tra maestro e allievo, che neanche con i genitori si può avere, perché a chi t’insegna l’arte del vivere lo ami a vita. Sono convinto che anche voi, stanchi professori, ricorderete con affetto i vostri insegnanti, magari di filosofia, di matematica (solo per citare), con i loro atteggiamenti un po’ strambi che molto però nel profondo v’hanno mutato. Non rinnegate i vostri allievi, la vostra anima non lo perdonerà. Non ve lo perdoneremo. A te però studente, anche a te voglio dire una cosa. Vero è sempre il fatto che dell’allievo l’unico merito è, in gran parte, solo l’impegno e prediche e lodi vanno al maestro, ma Voi, voi, come me, sapete. In cuor vostro son convinto sappiate. Sentite anche voi che qualcosa non va, che quell’anima confezionata a misura di massa come T-shirt non vi calza proprio a pennello. Per dirla semplice: A chi di voi questa realtà non sta stretta? Non è buona scusa rimanere a guardare. Ingiuriare in segreto i nostri professori, che ci lasciano a scuola a pascolare esercitando i loro piccoli poteri pseudo fascisti sul poter consentire il bagno o no. Ingiuriare i nostri genitori, che solo ci hanno insegnato come si è quando muore un ideale. Come si è quando un forte vento spazza via il tuo castello di nuvole d’utopia. Da una generazione che ha perso abbiamo solo imparato l’amarezza ed il rancore verso la vita. La verità è che siamo soli cari amici, cari fratelli, cari compagni. Siamo soli. Credo si divenga adulti nel preciso istante in cui si riescano a notare i difetti nei propri genitori, o allargando il campo, nei propri insegnanti. Si diventa adulti quando si finisce a fare le loro veci. Sono stanchi e vecchi, non nel corpo ma nell’anima. Mia nonna e mio nonno sono più vivi dei miei genitori e sfido chiunque di voi a dire il contrario, e no, il pensionamento non vi rientra. Ragazzi, facciamo le veci di questi bigotti che ci lasciano abbandonati a noi stessi, viviamo! Alzatevi in piedi, e condividete con me l’energia e la grinta di sentire il mondo in potenziale scorrervi tra le dita. Sono superbo e lo so, ma voglio vivere con la consapevolezza della mia incapacità e non con il dubbio delle mie possibilità. Il mondo è nostro, la lotteria non c’entra niente. Prendiamocelo, occupiamolo, VIVIAMOLO! Ci insegnano che la forza più grande è la Xenofobia. Dobbiamo essere nemici l’un con l’altro, a diffidare del vicino questo ci insegnano. Vogliono convincerci che la paura guida l’anima. So che non è così ma la mia voce non basta a convincere quei repressi che ancora valutano solamente l’auctoritas, quasi incapaci ormai di formulare giudizi personali (Il giudicare loro lo lasciano agl’ ”altri”, a chi può perché sa.). Alzatevi con me e gridate anche voi, marciate con me. Io son solo e son stanco datemi un motivo per non farmi i cazzi miei. È una richiesta d’aiuto la mia, dimostratemi vi prego che non sono io il pazzo, che non son io che farnetico. Dimostratemi che ho ragione, e dimostratelo a voi stessi, che la vita è vostra e potete sognare, potete farlo, e chi vi dice che è sbagliato, che è infantile, che quella è solo una “pia” illusione. Be caro amico io ti volevo solo dire che a chi mi dice: “quella è l’isola che non c’è, insegui un sogno ragazzo, torna sulla terra” Io rispondo sempre così: “Sinceramente, caro signore, credo che chi ci ha già rinunciato, e mi ride alle spalle, forse, forse è ancora più pazzo di me.” Saluti,

Leonardo Antichi.

2 pensieri su “Ai Qualunquisti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...