La Meraviglia

La Fenomenologia è sempre stata un aspetto molto importante nella comprensione dei meccanismi umani. Mi sono sempre anche io appassionato molto di questa disciplina, ed ho riflettuto a lungo sù i modi di contatto tra enti ed esseri o tra esseri ed esseri, ma rimanevo sempre bloccato su alcuni punti: i filtri dei sensi, l’inesistenza – o forse sarebbe più opportuno parlare di insensatezza – della razionalità, ecc. Insomma rimanevo bloccato dal soggettivismo puro: come può un uomo sentire e vivere qualcosa che non sia in se? Ed in particolare si può sentire o vivere qualcosa che non si ha in se? E da qui la naturale conclusione che se le risposte precedenti sono un no è impossibile cambiare, mentre, viceversa, l’essere può apparire come un’essenza mutevole e non più come statico ed immutabile. Per anni dunque mi convinsi che l’essere fosse intangibile, che le persone non cambiassero; ma era più una paura di invecchiare che un vero e proprio credere. “Le cose cambiano” diceva il Batman di Tim Burton, solamente per questa paura ho provato a costringere il tutto a non cambiare. Credevo che potesse mutare il sovra-stato, la costruzione al di sopra dell’essere, ovverosia la nostra coscienza attiva. Mi ero convinto che solo quella potesse essere intaccata dalle esperienze quotidiane e che l’essere rimanesse comunque solida fondamenta. Mi ero salvato così dal pericolo che sentivo molto mio, il pericolo di fallire, di non divenire “qualcuno”, di non raggiungere il posto nel mondo che il mio “destino” mi aveva riservato. Inutile ora pensare alla puerilità di quei pensieri, anche se qui è necessario non fraintendiate, vi ripenso con gioia. Ma cos’è dunque questo mezzo, questa forza che muta l’essere? Perché anche adesso sono dell’idea che le normali circostanze quotidiane rientrano nei nostri schemi, e fanno parte di noi, della nostra comprensione. Ma dio ci ha donato un altro senso rispetto a quelli che spesso siamo soliti menzionare, un meccanismo che al pari della logica ha come compito proprio l’evoluzione dell’essere e la sua trasformazione: La Meraviglia. Il Meravigliarsi infatti è proprio quella sensazione di straniamento che si prova nel portare in se qualcosa che non è in noi. Il portare all’interno. Quando ci si meraviglia, si impara qualcosa di nuovo, si cresce, ma non in maniera logica. Qui non si aggiorna la nostra memoria oppure la nostra esperienza, qui si aggiornano i registri del nostro sentire, del nostro essere, radicalmente. Così come con la logica, l’uomo ha la meravigliosa capacità, a differenza di molti altri animali, di puntare questo organo su di sé e provare meraviglia di se stesso, meraviglia della vita, di noi. Meravigliarsi di se stessi è un essere che si autogenera, e non vi è nulla di più fantastico di questo. È proprio l’antica ricerca del Nirvana.

Difatti questo ho capito: Ogni giorno dovremmo meravigliarci della meraviglia stessa.

10 pensieri su “La Meraviglia

  1. Innanzitutto volevo farti i complimenti per questo Blog, è meraviglioso (per l’appunto 🙂 ) e specialmente questa riflessione mi ha dato da pensare.
    Però riflettendo mi è nata una domanda: quando l’uomo si meraviglia di fronte a una qualche idea, o avvenimento, fa sua quella tale idea reinterpretandola e plasmandola sulla propria coscienza, ma già il fatto che la comprenda non vuol dire che fa già parte di lui? Ovvero, non potrebbe darsi che la meraviglia semplicemente agisca da canalizzatrice per riaccendere in noi la memoria di qualcosa che già ci appartiene? In tal caso non sarebbe un cambiamento dell’essere, ma farebbe dell’essere stesso una creatura liquida, fluida, che cambia forma ad ogni vibrazione esterna, ma la materia di cui esso è fatto rimane invariata!
    😉

    "Mi piace"

    • Ti ringrazio molto per i complimenti!
      Il fatto è che essenzialmente non credo l’uomo sia un recipiente tale da contenere tutto l’universo. è vero senza dubbio che la nostra anima plasmi gli eventi che ci si propinano davanti, però delle volte quell’essenza è così forte, così dirompente, da rompere i vincoli e le limitazioni della nostra mente. Io seguivo molto la tua linea di pensiero, credevo nella plasmabilità e nell’impossibilità della modifica dell’essere. Ma mi sono accorto che era più che altro una difesa dalla mia paura di perdere quello che avevo, di perdere il mio essere. Forse prima di questo articolo ne avrei dovuto pubblicare un altro, nel quale preso dallo sconforto fini per chiedermi: “può l’uomo amare ciò che è diverso da se stesso? Possiamo noi amare ciò che non siamo?” E credevo non si potesse. Ma poi mi sono innamorato. Una volta ho visto il tramonto, e non pensavo a niente. Mi sono meravigliato, e subito dopo mi sono meravigliato di me che mi meravigliavo. Ed ho capito. Mi sono accorto che non mi ero ricordato di niente, non si era attivato niente in me. Ero cresciuto, in quel momento ero cambiato. “La mente che si apre ad una nuova idea non ritorna mai nella dimensione precedente” Dice Einstain, e ci credo molto. Perciò credo che tutto quello che tu dici sia vero per le situazioni ordinarie, nelle quali l’essere muta nei limiti delle sue possibilità e non fa altro che reagire a stimoli – esterni o interni- ma esistono delle occasioni, che vanno diradandosi crescendo, nelle quali l’essere si accresce. Si modifica. Questo credo.

      "Mi piace"

  2. Tu parli di qualcosa che non fa parte di noi e che quindi nel momento in cui in vedo mi accresce e mi cambia, ma se non è qualcosa che la mia mente è adatta a capire, non posso comprenderlo. Ti faccio un esempio, se arrivasse un alieno qui ora e ti mostrasse un nuovo colore, tu non potresti vederlo poiché i tuoi occhi non sono in grado di percepirlo. Così la mia domanda del primo commento si riduce a: posso meravigliarmi solo di qualcosa che comunque sono in grado di capire. Non è affatto una critica negativa alla tua riflessione, vorrei solo approfondire l’idea. Sono d’accordo con quanto dici, e la meraviglia credo di averla provata! E allora la mia seconda domanda è: te la sentiresti di accomunare la meraviglia con l’innamoramento? Parlando appunto di diapason, quando mi accorgo di quella persona, vedendola come d’improvviso, senza aspettarmelo e senza essere prevenuta su di lei, riducendo il più possibile la mia influenza e la mia categorizzazione, mi posso innamorare di qualcuno che NON è me, che non ha me in lei. La trovo una cosa molto affascinante. Di solito siamo abituati a vivere dentro noi stessi, in rapporto quasi unicamente con il nostro corpo, la nostra anima, la nostra mente e il nostro modo di pensare, ma nell’innamorarsi l’anima dell’altra persona si intrufola in noi e ci cambia, ci accresce. Ogni giorno dovremmo innamorarci dell’amore stesso XD

    Piace a 1 persona

    • Io credo che tu stia confondendo il concetto di ciò che è in noi – ossia la nostra essenza, il nostro essere – con come le cose arrivano a noi. Per questo credo che l’esempio dell’alieno sia fuorviante. Un esempio che credo più espressivo è il seguente: Pensa ogni qualvolta che ascolti la musica. è scontato che per riuscirla a sentire questa debba rientrare negli hertz udibili dal nostro apparato uditivo. Ma non è questo musica giusto? Musica è come compongo quei suoni, e può essere un qualcosa di così distante da te, che ti meraviglia, ti libera, ti rigira. Non è il mezzo a creare il senso, ma è l’equilibrio, il modo di mischiare le cose che vediamo. In un tramonto non sono i range della luce visibile ad impressionarci, ma la composizione che si crea. Meraviglia, è quella cosa che una persona primitiva che viveva sulle montagne provava quando incontrava il mare. Quello non è in noi. Sempre onde luminose, certo, ma quello è il mare.

      "Mi piace"

  3. io penso di capire quello che intende iris (se posso permettermi 😀 ) e sono in parte d’accordo con lui…posto il fatto che il problema è di capire se questa meraviglia è fuori o dentro di noi il discorso è che se possiamo meravigliarci di qualcosa possiamo comprenderla e questo è il punto è ovvio che non ogni cosa che comprendiamo ci meraviglia (es non ogni hertz è musica ) tuttavia il viceversa è vero. Ogni cosa che ci meraviglia la comprendiamo…e qui il dilemma.Se comprendiamo qualcosa ..vuol dire necessariamente che questa è già insita dentro di noi? ovvero…possiamo solo scoprire quello che in realtà già conoscevamo inconsciamente?! in altre parole tutto il conoscibile sta già dentro di noi ?! bhè ..è ovvio che siamo passati a un livello di categoria superiore …..qui si parla non più di cosa l uomo ha già in se come realtà (es mare,musica etc…)….ma la capacità di provare queste cose ..e questo ci rende molto in simbiosi con l universo ….poi altra cosa ..leo….io penso che la tua meraviglia sia molto simile a una semplice (ma potente) emozione..la meraviglia ci fa scoprire qualcosa di nuovo..ma anche nell’emozionarci scopriamo sempre qualcosa di nuovo..cioè..guardiamo la realtà da un altro punto di vista…ma qui è il bello..l emozione la proviamo NOI ..siamo NOI che la creiamo ..la realtà è solo un mezzo ….detto ciò vi passo la palla al balzo 😀

    "Mi piace"

    • Non riesco a capire bene quello che dite. Secondo me andate troppo veloci nei ragionamenti. Ad esempio, per tornare alla similitudine dell’uomo con il mare, il vedere il mare non significa “comprendere” il mare. Non comprendo niente, semplicemente faccio “Oooohhhh”. Quando una persona ascolta una canzone che la emoziona molto per la prima volta, non comprende i meccanismi che la hanno creata. Magari quella persona capisce 0 di musica, magari non ha idea di cosa sia un pentagramma, eppure si è meravigliato.
      Daniele non credo per niente che la meraviglia siano le emozioni. Le emozioni, come giustamente dici, vengono da noi. La meraviglia è il ponte che collega il nostro spirito con l’esterno, è l’unica cosa che mi fa capire che non vivo nel mio mondo ma nella realtà. L’unica cosa che ci dimostra che non viviamo in una grande Matrix.

      "Mi piace"

      • Leggendo anche l’altro articolo ni sono fatta un’idea più precisa di questa strana Meraviglia che permette all’uomo di non essere rinchiuso nel suo “destino”, però penso comunque che questo ponte di cui parli, anche se totalmente inaspettato e tanto potente da acchiappare il mio “sesto senso meraviglioso”, sia comunque frutto del mio intelletto. Può essere un fatto comune, un attimo qualsiasi che IO eleggo ad attimo speciale. Non è il fatto che decide di meravigliarmi ma io che “scelgo” di farmi meravigliare. È ovvio che senza un uomo che si meraviglia il mare è solo mare e il cielo stellato è solo un’aggregazione di masse gassose. Ma credo che tutto questo sia superfluo, già lo sapevamo!
        per Daniele, direi che il tuo paragone con l’emozione è fragile perché un emozione prevede un portare da dentro a fuori, mentre questa meraviglia ha il tragitto opposto, proprio perché non ha nulla che fare con me mi raggiunge dal fuori al dentro.

        ps, sono una Lei, non un lui 😋

        Piace a 1 persona

  4. Però non è così. Non si può scegliere di Meravigliarsi, la Meraviglia è un’azione passiva, come del resto tutti e 5 i sensi umani. Un senso, un sensore, è di per se un oggetto passivo che riceve degli imput fisici e li tramuta in impulsi elettrici. Questo fanno tutti i nostri sensi, le webcam, i telefoni, ecc… Ricodifica di informazione. Ma poco importa. Ovviamente la Meraviglia arriva al mio cervello, ed ovviamente la Meraviglia è un entità che vive solamente all’interno dell’uomo. Ma tutto questo è superfluo. La Meraviglia è differente perché riesce a rigirare il nostro intelletto, a riprogrammare la nostra mente. Scusatemi se vi dico che più chiaro di come ho cercato di essere proprio non riesco, finirei per riscrivere quanto ho scritto nel mio articolo. ” Quando ci si meraviglia, si impara qualcosa di nuovo, si cresce, ma non in maniera logica. Qui non si aggiorna la nostra memoria oppure la nostra esperienza, qui si aggiornano i registri del nostro sentire, del nostro essere, radicalmente.” Questo è quello che mi sento di asserire. Quindi la differenza sostanziale, dal mio punto di vista, è proprio la capacità della Meraviglia di riscrivere i meccanismi della Logica, di aggiungere istruzione alla base del nostro essere. Riesce a scavalcare tutte le nozioni apprese, tutte le emozioni, tutto quanto, e si va ad aggiungere direttamente all’essere. Questa cosa è stupefacente, è Meravigliosa.

    "Mi piace"

  5. Pingback: Il Destino e l’idea di sè | Principe Myškin

Rispondi a Iris Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...