Il Tuono (Poesia)

Grida il cielo.

Alti Watussi suonano il loro timore.

Piante percosse da inquieto vento

Perdono frastornate i frutti di una vita.

Distruzione, Morte: Paura.

Da secoli, forze naturali incontrollate

Spadroneggiano sulla nostra volontà.

Immobili, dalle nostre grotte, osserviamo:

Ammiriamo il caos che avvolge la nostra natura.

In questa pallida notte d’estate

Tempo in rivolta e anima in tempesta.

Questo sono:

La voce dell’oblio.

Il mio.

Foglie appassite, un rumore lontano.

Ricordi d’alloro e profumi,

Lontano.

Mano sinuosa e spada inclemente.

Lontano.

Lontano.

Nel nulla mi appaio

Solo, desolato.

Vento distrusse

Amore ch’io ho dentro.

Dannata anima dannata,

Raccontare ciò che il vento sente!

Più fondate le tue fondamenta

Più durature le tue verità.

Potrei impazzire.

Apatia in me e caos nel vento.

Può la quiete essere tanto rumorosa?

 

Raggio di luce spezza l’oscuro che vile fugge via.

Vile

L’oscuro

Un piccolo lume

Per farlo andar via.

 

Ma è calmo, come sempre, il vento fuori.

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