Un Pazzo

-Ma veramente nella vita voglio fare il fisico? Adesso, qui, in questa università io cosa ci faccio? Perché non sto facendo l’accademia dell’arte? Perché non sto diventando attore? Forse l’anno prossimo ci provo, forse devo provarci. Mi chiedo solamente se non sia una scusa, un obbiettivo che mi pongo per non dover studiare, per la mia pigrizia. La fisica mi piace, mi affascina scoprire il perché ed il come del mondo, ma così mi affascina anche la filosofia o la letteratura ma non per questo faccio lo scrittore. Che stress, non so proprio che fare. Sento che il tempo scorre su di me, mi logora ed io appassisco, immobile. I miei mi mettono pressione, continuano a dire che io fino a trent’anni starò a casa, mi rattristo. Vorrei tanto andare a lavorare e non sentirmi più debitore. Che stato di merda, appena diciottenne già ti tira addosso il debito, economico e morale! Oltre al danno la beffa… – “Toro o Gemelli?” Sto per tirare dritto quando questo losco individuo mi grida da lontano ma, chissà perché, superatolo di appena qualche centimetro faccio un passo indietro.

“Cosa scusi?”

“Mi dica, lei è per caso un toro od un gemelli?”

– è sporco e sudicio, sui suoi baffetti incolti si scorgono croste di uovo rappreso. Che schifo dev’essere baciare quest’uomo. –

“Gemelli”, dico fiero.

“Ma certamente, si vede subito. Lei è un principe, una persona squisita! D’un aspetto regale, la sua straordinaria intelligenza assume la forma che più le è necessaria al momento. Lei è un uomo intelligente, si, ma anche istintivo, puro, profondo.” – Rido nel sentirmi elogiare così, in fin dei conti un po’ di fiducia in me mi veniva a mancare – (Ascolto il mare che mi parla, respiro e assaporo …)

“Vede lei è di quegli uomini che conoscono la virtù, e la morale. L’amore, e la passione. Lei è come un Dio sceso in terra e sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, lei, mio caro signore, è il perfetto connubio tra razionalità e istinto, tra mente e pancia e pancia e cuore.”

Un ragazzo paffuto si sofferma ad ascoltare. “Che giorno è nato?”

“Il primo di Giugno.” – La diffidenza affiora dietro al mio carismatico sorriso. –

“Che nobiltà! Lo dicevo io! Allora lei mi fa il favore che va a casa e va a guardare tutte le persone che sono nate il primo giugno. Kennedy…Dante…bla bla bla” e altri nomi che sinceramente non ricordo. – Che culo!, penso io. –

“E mi dica ora, primo maggio o primo luglio?”

“Cosa scusi?”

“Primo maggio o primo luglio!”

“Mah, non saprei…” – In fondo non mi sono mai posto questa domanda, mi piace la primavera, ma amo anche il mare, la rinascita oppure la vita? Ciò che sarà oppure ciò che è? –

Ma poi pensa lui a chiarirmi. “Insomma preferisce l’acqua o la terra?”

Non avevo dubbi: “L’acqua.”

“È naturale, si vede a colpo d’occhio. Lei è uno di quelli dall’ingegno multiforme, che si adatta e assoggetta la sua intelligenza al suo desiderio, inteso anche come desiderio morale. Lei è saggio…e maturo. Si vede a colpo d’occhio!” (fa freddo sul mio trespolo adagiato sul mare, così mi sposto nell’entroterra.) “Ma non solo questo, lei vive l’acqua perché l’acqua è l’etere vitale, la linfa primaria che vive ogni cosa. Lei è l’essenza stessa della vita!” Il ragazzo paffutello ha le sopracciglia che svelano miscredenza.

“beh grazie…” Sorrido io.

“E di cosa? Non v’è da ringraziare è la verità!” grida lui innervosito ad un centimetro della mia faccia. – Che brutta macchia d’uomo, blah! Pensa se ora mi bacia. – (Adesso va meglio, sento il rumore e provo il piacere senza patirne l’effetto. Siamo uomini d’oggi. Mi ricordo che qui anni addietro ero venuto a pranzo con la mia fidanzata d’allora, era uno di quei festeggiamenti che i ragazzi chiamano mesiversari, cose forse ridicole, ma è importante celebrare qualcosa. Dopo il pranzo, brilli, ci spostammo nel chiuso stabilimento balneare, e facemmo sesso nel bagno dello stabilimento. Avete capito bene, a buon intenditor poche parole. Beh basta divagare, il mare mi parla troppo di ciò che sono stato ed io devo guardare ciò che sarò! Sciocco mare con la tua celeste nostalgia!)

“E sei fidanzato?” –Ma che cazzo te frega. – “Si.”

“e la tua ragazza di che segno è?”

Il ragazzo paffuto mi dice vicino al mio capo: “ meglio che non glielo dici, altrimenti finisce male.” dice ironico al limite del derisorio – povero vecchio –.

Gli do una chance, in fondo mi ha elogiato gratis ha dunque anche il diritto di insultarmi. “Non lo so, è nata il 25 dicembre.”

“Capricorno!” Sussulta quasi il vecchio pazzo. “Male, male. È forte il capricorno, testardo e duro, male male. Lei è sensibile e delicato e rischia di rimanere schiacciato, torni a casa e lasci la sua ragazza in una vasca da bagno.” – Ok –

“Sta bene, grazie, lo farò sicuramente.” Il vecchio rimane fermo.

“Te l’avevo detto…” dice il ragazzo paffuto piano, poi alza la voce: “Ed io chi sono? Sono Leone!”

“Lei? Lei è un imperatore, sopra di lei neanche il sole.” Il vecchio se ne va.

“Visto? A te un ora a me 2 secondi!” (Mi sdraio pancia sotto sulla panchina dinnanzi al mare.) Io acqua lei roccia. Ma non è desiderio dell’acqua divenire solida come la roccia? Non è questo che si deve desiderare ardentemente per costruire sopra di se il proprio ponte? La mia compagna ha uno sguardo severo, è vero, ma solamente uno sguardo severo sa amare.

 

)

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