Maturità 2016

Ieri si è conclusa la seconda prova della maturità 2016. Il compito non era fatto male, anche se credo che fosse più idoneo ad essere un test di ammissione che un esame di maturità data la complessità non scalabile, più adatta ad una valutazione del tipo in/out. Molti studenti si sono lamentati, molte persone si sono trovate in difficoltà e, tra queste persone in difficoltà, ci sono stati anche molti professori.
Gli studenti non possedevano il livello necessario per affrontare la prova, non per colpa della prova in se ma perché la loro valutazione era gravemente insufficiente. Un fenomeno così diffuso però non può essere colpa degli studenti.
La scuola italiana sta cadendo a pezzi, schiavizzata da una classe insegnante retrograda e spesso incompetente. Omertà, come già scrissi oramai sette anni fa:

“Solidarietà interessata fra membri di uno stesso gruppo o ceto sociale che coprono le colpe altrui per salvaguardare i propri interessi o evitare di essere coinvolti in indagini spiacevoli e pericolose. Io accuso voi professori di questo, di omertà. Alcuni di voi non lo negheranno, e mi compiaccio nel pensare che di gente così ce ne sia molta, ma, purtroppo, probabilmente la stragrande maggioranza tenterà ogni possibile via per discolparsi da questo untuoso e sudicio peccato. In psicoanalisi è solito tra i medici pronunciare “Se si riuscisse a superare la resistenza si potrebbe completare una psicoanalisi in un giorno” ma questa resistenza nell’omertà è intrinseca a se stessa, è una qualità che si insinua dentro le vostre anime e vi rende sporchi, come dicevo prima, unti. Perché l’omertà unge, e dilaga, coprendo ed inghiottendo al suo interno tutti i membri della vostra ormai sventurata casta. Il negare l’omertà sta alla base dell’omertà stessa ed è per questo che risulta essere così difficile da debellare.”

I problemi principali sono due, dal mio punto di vista:

• Un programma confuso e dispersivo
• Professori incompetenti

Dobbiamo divenire più concreti. Bisogna garantire ad i presidi di poter scremare i professori, di poter decidere su basi meritocratiche chi assumere. Questo non significa “MA ALLORA VUOI PRIVATIZZARE LA SKUOLA!!” No, questo significa rendere la scuola un posto migliore, un posto DEGNO di ospitare uno “studente”. Inoltre, non ho sentito nessun professore lamentarsi del programma, fare battaglie per questo. Fanno le battaglie solo per i comodi loro, quando tocchi il loro “posto fisso” o quando gli parli di stipendio, formazione, standard di qualità. Però quando si parla di qualità di insegnamento, di libertà per gli studenti, di possibili “precari” molto più in diritto di intraprendere la carriera di istruttori magicamente girano il viso, guardano dall’altra parte. Vergogna. Vergognatevi.
LA SCUOLA E DELGI STUDENTI, costruita per loro, tenetelo bene a mente.

Poi c’è il problema politico, un programma “rivisitato” che risulta essere semplicemente una accozzaglia di cose, qualche aggiunta sconnessa qua e la. Bisognava avere il coraggio di riscrivere il programma da capo però, c’è un però, comprendo anche la difficoltà nel riformare, nel ricreare, quando dall’altra parte esiste una classe così coesa e compatta a fare ostruzionismo. Come i sindacati, la casta degli insegnanti non comprende che questo processo non può essere arginato, possono solo decidere se entrare a farne parte oppure no. Se si continua su questa linea sempre più persone, studenti ed insegnanti di livello, migreranno verso gli istituti di formazione privati, andando a distruggere quel sistema tanto bello che avevamo deciso di creare.
Purtroppo però, questo tipo di mentalità è radicata nel nostro DNA, dalle liberalizzazioni delle licenze dei tassisti, ai dipendenti dell’ATAC, ai dipendenti delle PA fino agli insegnanti. L’aria è cambiata, cominciate a lavorare o toglietevi dal cazzo!

5 pensieri su “Maturità 2016

        • Una storia molto divertente. Nella mia carriera scolastica mi è capitato spesso di arrampicarmi sugli specchi ed ho visto tanti miei compagni farlo.
          Una volta ho fatto un intero tema sul “Fu Mattia Pascal”, non lo avevo mai letto ma la professoressa mi mise 9. Volle addirittura complimentarsi con me per l’eccezionale lavoro, e come avessi saputo carpire il significato celato del testo.
          Io però non ho resistito, mi sentivo in colpa soprattutto per quei complimenti, immeritati. Le dissi la verità e lei ci rimase molto male.
          Questo per dire che, spesso, gli insegnati possono essere presi in giro. Però mi sono anche accorto che spesso gli insegnanti che si lasciano prendere in giro sono i più incomppetenti. Io, quando mi capita di fare ripetizioni ad un ragazzo, ho la presunzione di riuscire a sgamare subito eventuali atteggiamenti sovversivi, forse proprio perchè sono stato un paraculo a mia volta.
          Queste sono storie belle da raccontare, fanno ridere, tutti ne abbiamo tantissime… Con i miei compagni mi ricordo che una volta durante una lezione abbiamo cucinato la pasta in classe. MI fanno sorridere queste cose, ma è SBAGLIATO. Non che noi abbiamo tentato ma che i professori non ci abbiano fermato.
          La classe insegnante oggigiorno è estremamente insufficente, impreparata, ignorante.
          Gli INSEGNANTI andrebbero selezionati con criteri più oculati.

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