Il vecchio ed il bambino

Quell’uomo osservava la luna dalla finestra del suo castello. Candida e brillante era la culla di tutti quegli artisti e poeti con le farfalle tra le ciglia. E lui?

Lui quelle farfalle le aveva perdute tempo addietro, quando tra le stelle distanti del cielo australe piangeva lacrime di spuma di mare.

E quelle farvalle dalle ali fatate erano tutto: il suo destino, il suo futuro, il suo grande amore.

E ancora quell’uomo, guardando la luna, reputava inutile il chiacchiericcio della plebe. La quale gridava, soffocandolo, che le avrebbe ritrovate.

No, non sarebbe successo e lui ne era al corrente.

Non sarebbe successo perchè forse il tempo, forse la comune ambizione, se l’era prese per mai più ridonargliele.


Quell’uomo china lo sguardo, abbandona la luna amante e fa per voltarsi. Parte domani verso quello che non sa se sarà il suo percorso, ma parte lo stesso; avanti dubbio per dubbio, giorno per giorno, farfalla per farfalla.

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