Dialogo tra uno scienziato e un non so

“Non sono d’accordo. La scienza ricorre sempre ad una qualche forma di fede. La differenza enorme tra la scienza e la religione è che la scienza si pone come mandato quello di limitare l’uso della fede al minimo indispensabile. Ma bisogna ricordarsi che logica e fede sono opposte ma indivisibili. Differiscono nei metodi, non nei preconcetti.”

Disse Leonardo mentre guardava con fare stralunato il volto dell’amico. Gabriele aveva appena sostenuto, con l’aiuto delle parole di Margerita Hack, che la religione e la scienza differiscano proprio per l’assenza di fede.

“Ma assolutamente no, ma proprio no!”

“In che senso proprio no? E come mai, se posso?”

“Ma perché sarebbero indivisibili? La scienza non si appoggia a nessuna fede se non all’evidenza empirica, che non ha niente a che vedere con la fede. Tutto è confutabile nella scienza, mentre tutto è dogmatico nella fede. Mi sembra proprio che siano completamente diverse.”

“Non è vero. La scienza moderna, specialmente se teorica, si basa in vastissima parte sulla matematica la quale, a sua volta, si basa su postulati indimostrabili; ai quali crediamo per istinto o per fede.”

“Io non so cosa voglia dire credere. Credo che la fede, personalmente, sia direttamente collegata alle nostre paure primordiali, al bisogno di spiegare ciò che non potremo spiegare.”

“Certamente, ma non sono d’accordo sulla questione delle paure. La paura ne è solo una parte. Il bisogno di spiegare ciò che non si può spiegare credo sia una ottima definizione”

I due ragazzi erano alla fermata del treno, discutento in modo alquanto poco discreto ma comunque pacato, quando d’improvviso, e Dio solo sa da dove sia saltato fuori, Rodrigo entrò prepotentemente nella conversazione: “Ma leggiti Popper! Davvero, vai a studiare porca puttana. Lo dico da non credente. La scienza è fede nel valore scientifico. Vai a studiare due libri.”

“Ciao anche a te, Rodrigo.” Gli rispose Gabriele.

“Ciao un bel cazzo, l’evidenza empirica è fede. Però signori qui si parla senza aver letto niente. I maggiori logici della scienza dicono l’opposto di quello che stai dicendo.”

“D’accordo, ma tu credi veramente a tutto quello che leggi?”

“Suvvia Gabriele però…” intervenne qui Leonardo per timore che la conversazione degenerasse.

 “Voglio dire che alcune cose ovvero quelle che spiega la scienza non hanno bisogno di libri ma semplicemente di intelligenza e visione della natura. Anche una persona ignorante può avere una valida opinione.”

“Guarda Gabriele, la risposta che mi hai appena dato mi fa replicare solo in questi termini: VAI A STUDIARE LA FILOSOFIA DELLA SCIENZA E LA LOGICA SCIENTIFICA. E ti prego di non replicare con banalità della minchia.”

“Ok va bene, allora andrò a studiare quello che hai studiato solamente tu.”

“Ma no ma guarda, capisco che hai 18 anni e che puoi replicare con i mezzi che hai. Te lo ripeto, i maggiori scienziati al mondo e i maggiori logici e filosofi della scienza, ammettono la FEDE nel valore scientifico. La stessa EVIDENZA EMPIRICA è un prodotto a posteriori basato su presupposti. Ti prego di smetterla di replicare con cazzate del genere, non ti risponderò più.”

“ma assolutamente no! Vai a leggerti la definizione di fede: credere in qualcosa di invisibile. L’evidenza empirica ti mette i suoi risultati nero su bianco.”

“non discuto con chi non ha letto la filosofia della scienza e la logica. Un abbraccio.”

Leonardo era sempre più irritato, la conversazione senza che lui ne capisse il perché aveva preso una piega diversa. È come se colui che difendesse la scienza fosse diventato il dogmatico religioso, mentre l’ignorante il saggio stoico. Che sia la nostra condanna, alla fin fine? Non sono neppure così convinto che Rodrigo capisca appieno quello che dice quando afferma che la scienza si basi sulla fede. Aver letto Popper non fa certo di lui un genio.

“Questo non è corretto Rodrigo però, è sempre giusto promuovere la cultura e non bisogna negare né sottrarsi al dialogo. L’ignoranza non può essere punita, ma l’arroganza si.”

Ma il suo messaggio non sorti effetto, era troppo tardi. “Senti bello non me fa usci fori le peggio cose perché intanto alla mia età non ho attaccato come hai fatto tu, che poi non si sa neanche da dove cazzo sei saltato fuori. SECONDA COSA intelligenza e cultura sono due cose diverse, evidentemente a te manca la prima. Non sono come te che dici che non vuoi rispondermi quando sei il primo a prenderla sul personale, quindi fatti una tisana. Ora se vuoi puoi anche andartene…”

“Allora lei bello non mi chiama. Calmi il suo dialetto, la prego. Ha già fatto abbastanza figuracce.”

Classico, il dotto silenzia il debole con la supremazia culturale il quale perde le staffe e si rifugia nella cieca violenza.

“Entrambi, datevi una bella calmata. Come siamo arrivati a questo punto? La fede e la scienza sono collegate perché la fede è intrinseca nell’uomo. Lo stesso atto del vivere necessità di fede, la fede nell’esistenza. Non denigrarla Gabriele, giacché è tra le cose più umane che possediamo. Rodrigo ricordati che la saggezza della scienza risiede nel suo metodo, ed il metodo è discussione e confronto. Chi si rifiuta di vagliare le proprie teorie per qualsivoglia motivo e non può spiegare i suoi perché è un religioso, non di certo uno scienziato. E adesso andiamoci a prendere un maledetto caffè…”

Così, tutti e tre tristi per aver perso qualcosa, ma tutti e tre felici per averne trovata un’altra si avviarono verso il centro città.

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