L’inversione

I bambini sono naturalmente portati a richiedere attenzioni, a volere. Tanto che “volere” è un verbo quasi accessorio nel vocabolario dei più giovani che, spesso, si limitano solamente ad indicare le brame dei loro desideri o chiamarle per nome, tanto scontato è l “io voglio”.

L’atto del crescere ci porta naturalmente ad ottenere, avere, e quando un uomo raggiunge la maturità, come un frutto maturo, deve cadere dall’albero.

Nell’adulto l’inversione avviene quando non ci si focalizza sull’avere, sull’io, sul crescere ma sul dare indietro. Lo stesso Zaratustra che scende dal monte deve tramontare, e non è forse un frutto, pronto, la raffigurazione naturale di questo tramonto?

Non si deve più prendere, costruire, come pargoli allattati, ma si può dare.

La scoperta incredibile del donatore, difatti, è che il dare è senza limiti giacché non toglie nulla allo spirito completo. Poiché lo spirito maturo si autoalimenta.

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