La donna di Dio

 

V’è da immemore tempo nell’essere umano la strana necessità di delineare il labile confine tra il cosiddetto “bene” ed il cosiddetto “male”. Questi concetti-dilemmi, che al più semplice ed umile degl’uomini parrebbero scontati, divengono ironicamente più complessi a quelle auliche figure che sono gli intellettuali. Ove si esagera con le elucubrazioni si perde il contatto con la propria anima ed è così che viene a crearsi quella che si definisce una cultura artificiosa, non vera, non genuina. Continua a leggere

Una giornata da Fabbri

 

“Gira, gira, gira amico mio.

Gira, gira, picciuol figlio di Dio.

Tempo al tempo e spazio sempre a lui,

Questa eterna danza è il moto degli Dei.

Corre, corre, corre senza meta,

Il picciul elettrone viaggia e non si queta.”

 

Con una schicchera gli da vita. Con una schicchera gli da moto e, quel grande orologio che è il tempo, comincia a girare. Corre dunque in su, per le stelle, fino arrivare al remoto centro ove dal grande astro prende la luce, che poi per la mano sulla terra conduce. Corrono assieme su sconfinate valli. Corrono assieme sul mondo e i suoi calli. Tempeste, uragani, maremoti e frontiere non sono per loro sufficienti barriere. Conquistano il mondo in così breve tempo e presto alla vita ridanno il suo tempo. Questa dolce melodia proveniva da una casuccia, una piccola, dolce e innocente casuccia che sorgeva senza indugi in su d’un colle nei pressi di Roma. Continua a leggere